Vuoi imparare più informazioni possibili su cosa è la rogna dell’ulivo e come combatterla? Leggi l’articolo e segui i nostri consigli!

Definizione del batterio

La rogna dell’olivo è una malattia provocata dal ceppo del batterio ” Pseudomonas Savastanoi “. Tale patogeno può colpire anche l’Oleandro e la patologia provocata è detta rogna dell’Oleandro.

E’ una malattia abbastanza diffusa che colpisce piante di tutte le età. La sua manifestazione è molto evidente e i sintomi non possono essere confusi in quanto le deformazioni che ne derivano sono uniche. Queste ” alterazioni ” (o tuberosità) sono inizialmente di colore chiaro, man mano scuriscono e ingrossano arrivando a dimensioni notevoli. I rami colpiti deperiscono lentamente andando a volte a seccare definitivamente.

La diffusione del batterio Pseudomonas Savastanoi avviene principalmente per trasporto da parte di agenti atmosferici e  può molto spesso essere trasferito durante gli interventi di potatura da attrezzatura non correttamente ripulita. Anche le forti grandinate che provocano danni ai rami possono facilitare la diffusione del batterio.

Ciclo di vita

La presenza massima del batterio si ha nei periodi di forte umidità e con temperature tra i 25-30 gradi. Raggiunta la pianta ospite il batterio si introduce facilmente nelle ferite che possono essere sia i tagli delle potature che le semplici escoriazioni naturali. Una volta penetrato all’ interno il batterio si diffonde per tutta l’ulivo provocando i noti sintomi. Il periodo di proliferazione massima del batterio si ha in primavera, la situazione ideale per la sua riproduzione vede periodi piovosi seguiti da temperature miti. La rogna dell’ulivo provoca delle escrescenze tumorali di forma rotondeggiante con superficie increspata, tali escrescenze possono avere una dimensione variabile di 1-2cm o più grandi. Questi sintomi si manifestano principalmente sui rami giovani, ma tale malattia può diffondersi a foglie, fusto, frutti e radici. Il danno principale che provoca è un disseccamento totale o parziale di nuovi germogli e una riduzione della fotosintesi nei rami colpiti; tutto ciò a discapito della produzione che diminuisce e della pianta che perde vigore.

Metodi di difesa

La lotta alla rogna dell’olivo si effettua in modo preventivo utilizzando dei semplici accorgimenti: dopo ogni intervento di potatura su un ulivo è fondamentale sterilizzare accuratamente gli utensili impiegati per tali operazioni prima di riporli e prima di riutilizzarli nuovamente. E’ possibile usare o un cannellino stando attenti a non bruciare le lame oppure spruzzare un sale quaternario di ammonio inserendolo in un pratico spruzzino(questo è il metodo che uso io).

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  In caso di forti attacchi la potatura è utilizzabile per limitare il batterio ed eliminare i rami infetti. Ovviamente recideremo solo le parti che sarà necessario eliminare con una normale potatura. Non andremo a togliere drasticamente  tutti i rami che presentano tubercoli. La pianta va aiutata e non colpita duramente aggiungendo lo stress di una potatura drastica ai problemi generati dal batterio Pseudomonas Savastanoi.

Piccole accortezze da utilizzare

Sarebbe opportuno, se ad esempio abbiamo 30 ulivi affetti da rogna, effettuare la potatura su queste piante per ultime. Prima infatti è meglio curare la restante parte dell’uliveto che non presenta questa patologia. La cura delle ferite e dei tagli, si effettua disinfettando con prodotti rameici. Inoltre è bene evitare interventi di potatura e raccolta nei periodi di pioggia e quando le piante sono bagnate. Anche la tecnica dell’abbacchiatura manuale per la raccolta delle olive  potrebbe provocare ferite da cui il batterio penetra all’interno dell’ulivo. 

E’ importante riflettere sul fatto che lo stato di salute dell’olivo è essenziale affinchè la pianta riesca a convivere con questo batterio, limitandolo e trovando da sola le giuste energie per riuscire a fruttificare . Noi come buoni olivicoltori la possiamo aiutare con adeguate potature (soprattutto su rami secondari e non principali) e con la giusta concimazione . Infatti se la pianta è in salute la presenza del batterio sarà sempre meno fino quasi a scomparire.

Anche trattamenti con prodotti rameici abbinati a solfato di ferro ci possono ovviamente aiutare in situazioni più complesse . Mi piace ricordare sempre che questi prodotti contengono metalli pesanti e pur essendo ammessi in agricoltura biologica non vuol dire che facciano bene alla salute delle persone e alla natura stessa.

Da mia personale esperienza vedo che con opportune potature (che permettono di togliere ristagni di umidità e fanno entrare luce e sole dentro la pianta) e  buone concimazioni (che danno tutto ciò di cui ha bisogno l’albero dopo aver fruttificato) si ottengono veramente ottimi risultati.  

Scopri tutti i nostri consigli sulla coltivazione biologica e naturale dell’ulivo, consulta le sezioni tematiche del blog: http://coltivaregliuliviinmanierabiologicaenaturale.com/it/

Buon olio bio a tutti! 🙂  

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