Che cos’è è la zeolite e come si utilizza in agricoltura? Quanti di noi si sono posti questa domanda? Cercherò di rispondere a queste domande in questo articolo.

Descrizione generale

Direi come prima cosa di partire dall’etimologia della parola.

Le zeoliti (dal greco ζέω, “bollire” e λίθος, “pietra” per il motivo che se le zeoliti vengono riscaldate si rigonfiano) sono silicati, sottoclasse dei Tectosilicati. Costituiscono una famiglia di minerali con una struttura cristallina molto aperta e con canali interconnessi.

La parola zeolite fu coniata nel 1756 dal mineralogista svedese Axel Fredrik Cronstedt, che osservò il liberarsi di vapore acqueo  intrappolato nelle cavità di questo minerale quando veniva scaldato.

In natura esistono moltissimi tipi di zeoliti di origine diversa.

Come si presenta in natura la zeolite. Da notare la struttura tetraedica e le cavità prodotte.

Struttura e sue peculiarità

Si può immaginare la struttura zeolitca come un insieme di tetraedri che si legano tra di loro con forme geometriche semplici e che si uniscono a formare unità complesse quali catene, anelli o gabbie.

All’interno di queste strutture sopra elencate si formano varie cavità che possono essere riempite da acqua. Questa particolarità è tale da poterle definire dei “setacci molecolari” a tutti gli effetti.

Infatti una delle sue caratteristiche è l’adsorbimento. Con il termine adsorbimento si indica l’assorbimento di molecole liquide o gassose sulle superfici di un solido. Proprietà che rende le zeoliti usate anche nel trattare metalli pesanti e elementi radioattivi o contaminanti.

In parole povere immaginate la zeolite come una spugna solida che assorbe i liquidi con cui viene a contatto.

Vedremo tra poco come questa particolarità è uno dei motivi del suo largo uso in agricoltura.

Caratteristiche della zeolite

Questa polvere di roccia può essere usata sia direttamente nel terreno sia per trattamenti fogliari.

Quali sono le caratterisitiche della zeolite che sfrutteremo maggiormente in agricoltura?Vediamole subito.

Principali proprietà:

  • capacità di scambio cationico;
  • minor uso di fertilizzanti e maggior recettività del suolo alle fertilizzazioni;
  • risparmio idrico;
  • azione alcalinizzante;
  • azione repellente;
  • azione antifungina;

La capacità di scambio cationico (CSC) è la quantità di cationi scambiabili, che un materiale dotato di proprietà di adsorbimento può trattenere per scambio ionico. Lo scambio ionico rappresenta uno dei più importanti meccanismi con cui il terreno trattiene e mette a disposizione delle piante e dei microrganismi elementi quali il calcio, il magnesio, il potassio e l’azoto ammoniacale. Inoltre in questa fase di scambio oltre all’apporto dei minerali sopra citati vengono prelevate tossine e metalli pesanti presenti nel terreno ( piombo, cadmio, mercurio, etc etc ) e se ne riduce anche l’assimilazione da parte delle piante . In definitiva la capacità di scambio cationico è un indice della potenziale fertilità chimica dei terreni.

La seconda proprietà (minor uso di fertilizzanti) è data dal fatto che le zeoliti trattengono le sostanze nutritive evitando che quest’ultime vengano dilavate con la pioggia. Un terreno ricco in zeoliti ha bisogno quindi di un minor quantitativo di concime o di fertilizzante. Questo è uno dei motivi per cui l’uso di questo minerale in agricoltura aiuta a potenziare il rendimento delle concimazioni. Le piante avranno quindi una maggiore disponibilità di nutrienti e una minore perdita per dilavamento.

La zeolitite è sempre più spesso utilizzata in associazione con i tradizionali concimi naturali (stallatico, liquami di allevamenti zootecnici)  e con preparati che aiutano lo sviluppo della fertilità ( microrganismi effettivi, macerati, fermentati, etc etc ) .

La terza proprietà (risparmio idrico) viene data dalla capacità di assorbire acqua e liquidi creando da un lato un ambiente meno proficuo al proliferare di marciumi radicali o malattie fungine, mentre dall’altro lato si crea un aiuto per le piante che possono così reperire liquidità rilasciata dalla zeolite nel momento del bisogno. Vista la sua conformazione porosa ha una grande azione di richiamo per microrganismi sia sulle foglie che sul terreno grazie alla sua struttura nido. Determina un incremento significativo della fotosintesi delle piante (fa passare solo le lunghezze d’onda della luce utili alla pianta) e riduce la traspirazione fogliare.

Nei periodi particolarmente caldi eviteremo così un’eccessiva aridità del terreno e ridurremo l’intensità dell’escursione termica del suolo.

Avere un aiuto sul controllo della temperatura e sulla gestione dell’acqua può essere un’ottima scelta nella gestione dell’ uliveto. Ciò soprattutto In Italia dove gli ulivi coltivati in aridocoltura sono la maggioranza. Sono infatti ancora molto pochi gli imprenditori agricoli che hanno investito su impianti di irrigazione.

La quarta proprietà (l’azione alcalinizzante) è ottima per portare il ph di terreni acidi su livelli ottimali di ph neutro. Questo potere tamponante ( capacità di opporsi a una variazione di pH ) è molto utile soprattutto in terreni soggetti a forti concimazioni chimiche e trattamenti fitosanitari. Tale capacità è inoltre di fondamentale importanza nei processi biologici in campo e nel rendere la fertilità del terreno sempre alta. In generale il pH preferito dalla maggior parte delle piante oscilla tra 6 e 7,5 ma ogni pianta ha il suo ph ideale. L’olivo ama affondare le sue radici in terreni più alcalini con un pH variabile tra 7 e 8,5. La zeolite acquisisce per i motivi sopra citati un’utilità strategica anche nel riportare il terreno su valori di ph più indicati per l’olivicoltura.

La sua azione repellente e di disturbo (come altre polveri di roccia ad esempio il caolino) a danno di molti insetti è data dall’azione di spolvero e dalla patina che crea sulle superfici delle piante irrorate. Inoltre possiede un cristallo piu’ appuntito e cio’ crea maggiore fastidio agli insetti che non riescono ad aderire alle foglie.Al momento ci sono ancora pochi studi e sperimentazioni su questo uso.

L’azione antifungina è determinata dal suo grande potere di assorbimento che permette quindi di assorbire grandi quantità di liquidi e che per questo motivo rendendo l’ambiente inospitale per spore contrasta malattie fungine come occhio di pavone, fumaggine e piombatura. In viticoltura questa proprietà è già usata da anni con test ed evidenze scientifiche.

 

Una buona concimazione da sempre ottimi risultati.

Riflessioni finali

Apro una piccola parentesi sulle potenzialità e sugli usi di questo minerale negli allevamenti. Infatti oltre ad essere utilizzato nella depurazione delle acque reflue, anche di impianti industriali, si è iniziato ad usare con ottimi risultati pure in ambito zootecnico per assorbire gas odorosi assieme ai reflui provenienti dalle biomasse e dalle stalle.Tutto ciò senza causare alcun tipo di inquinamento ambientale.

Anche il suo uso nell’alimentazione degli animali è ampiamente studiato e sdoganato.Molti studi hanno dimostrato che aggiunte di zeoliti ai mangimi migliorano la salute e le funzioni intestinali dei capi allevati preservandoli da malattie. Le sostanze nutritive ingerite dal cibo sono assorbite meglio e la differenza sugli animali che hanno nella loro dieta questo minerale sono una crescita e una salute migliore.

Concludo questo articolo con questa breve riflessione.

All’estero le zeoliti si usano ampiamente da anni anche nell’agricoltura . Si è capito che il loro uso rende più fertili e performanti i terreni grazie alla loro capacità di operare e migliorare il sistema Suolo-Fertilizzanti. Soprattutto si è compreso che il loro utilizzo sistematico permette di usare meno fertilizzanti (meno 20% circa) e di rendere più efficace il loro utilizzo funzionando da miglioratore del loro effetto. E in Italia noi quando capiremo queste cose?

Buon olio bio a tutti! 🙂

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Fonti: Wikipedia, Contributo delle zeolititi nella mitigazione delle problematiche Prisa e Passaglia.

Foto: Antonio Monachetti e Maurizio Veronese.